Concluso il secondo periodo delle lettere. We have finished the second letters block

In quattro settimane abbiamo concluso il secondo periodo di lettere, durante il quale abbiamo presentato tutte le lettere rimanenti. Vocali incluse.

Dopo il primo periodo di matematica, tutta l’esperienza scolastica e’ migliorata notevolmente. Non ci sono piu’ grandi opposizioni, e in linea di massima il lavoro fluisce senza grandi intoppi. A parte quando magari ci sono visitatori per un giorno o due, o se ape operosa J sente che ci sono attivita’ interessanti da fare nella fattoria. Ma anche in quel caso, cerco di non forzare e fargli fare il minimo necessario, e magari poi in altri giorni facciamo piu’ attivita’ del solito.

Anche con le due apine operose C e N va un tantino meglio. Come J e’ piu’ tranquillo e  non si oppone, anche loro, che copiano tutto quello che fa il fratello grande, sono piu’ serene. E io le permetto di entrare e uscire dalla classe senza il timore che movimento, rumore o distrazione alterino troppo l’atmosfera della classe.

Non posso pero’ dimenticare che e’ per me molto importante cercare di non esporre, soprattutto C, a lezioni accademiche, che la “sveglierebbero troppo”. Nel senso che porterebbero troppo presto la sua attenzione dal corpo alla mente. Sto cercando di far stare lei e la sorellina nel loro mondo di bambine/apine piccole, spensierate, il cui compito ora e’ giocare. Solo ed esclusivamente giocare. Senza impegno intellettivo legato alla letto/scrittura.  Per questo spesso non volevo che stessero in classe con noi. E anche perche’ certe storie che racconto a J non vanno bene per la loro eta’. Ora lo permetto un po di piu’. E soprattutto C e’ tutta orecchie, sta ferma ferma ad ascoltare con grande attenzione. Mentre N continua ad entrare e uscire portando grande scompiglio ovunque vada.

Piu’ riesco a lasciare andare e piu’ diventa facile. Meno si oppone resistenza e piu’ le cose vanno per il verso giusto.
Concetti sperimentati sulla mia pelle varie volte nella mia vita, ma non per questo facili da mettere in pratica. Tutt’altro.
Prima lotto, combatto e mi dimeno. A un certo punto, raggiungo comunque una certa competenza e consapevolezza che finalmente mi permettono di lasciar andare. E le cose funzionano sicuramente meglio. Ma credo sia importante prima raggiungere quella competenza e consapevolezza, almeno per me 🙂

Abbiamo continuato a usare la storia contenitore, creata per il periodo di matematica, e da li introdurre le storie dalle quali poi estrapolavamo le lettere.
Ogni mattino, il principe Giovanni andava con le sorelline alla quercia sulla collina, dove incontravano Tartarugona e le altre amiche Leprottina e Volpettina. E ogni giorno con uno spunto diverso, Tartarugona raccontava una nuova storia.
Come quella volta che Giovanni, a causa del freddo si mette cappello e stivali. Ma come la giornata progredisce la temperatura aumenta, Giovanni si toglie sia cappello che stivali. Ed ecco che mentre tutti gli amici sono seduti sotto la quercia,  un piccolo gattino li raggiunge e si mette a giocare con loro. Emerge da sotto il cappello di Giovanni e si infila dentro i suoi stivali e Tartarugona dice:”Ah proprio come quella storia de “Il gatto con gli stivali”. La conosci Giovanni?”

O  la volta che Giovanni, sdraiato sull’erba, vede un bruco salire sul tronco dell’albero. E dopo qualche giorno Tartarugana gli racconta proprio le avventure di quel bruco e di come si sia rinchiuso in un bozzolo per poi uscirne farfalla, ovvero la storia de “Il piccolo bruco mai sazio” (E. Carle).

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Il piccolo bruco mai sazio. The very hungry caterpillar. (E. Carle)

O altre volte, osservando i dintorni notavano qualcosa di particolare da questo o quel lato della foresta. Il castello dove c’e una fontana, ossia “L’acqua della vita” (Grimm), dove il principe incontra un nano che gli indica la strada giusta.

O li in riva al mare c’e’ un pescatore, e Tartarugona stavolta racconta di come abbia visto la casupola di quel pescatore cambiare forma e diventare un castello sempre piu’ grande, per poi ridiventare la casupola che e’ ancora li. Ma non ne conosce il motivo e non riesce a capire che cosa sia successo. Questa volta sara’ la mamma a spiegare e raccontare gli avvenimenti a Giovanni, cioe’ “Il pescatore e sua moglie” (Grimm).

Abbiamo poi ascoltato Tartarugona raccontare la storia di “Re Bazza di tordo” (Grimm).
Questa e’ l’unica storia originale dei Grimm che posso dire di ricordarmi vagamente dalla mia infanzia. Non ho la piu’ pallida idea di chi me l’abbia raccontata, ma ricordo chiaramente l’episodio del soldato ubriaco che con il cavallo rompe le stoviglie esposte al mercato. E mi ricordo di aver provato molta pena per la principessa arrogante.

Un altro giorno ha raccontato una storia Slovacca molto interessante: “Longsheen, Girdle and Keen”, che io ho tradotto in “Lungostinco, Vitagrossa e Sguardoacuto”. JLa tensione era molto alta per J, che l’ha finita a tapparsi le orecchie. Come al solito…
Ma alla fine gli e’ piaciuta molto, e anche a me.

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LONGSHANKS, GIRTH, AND KEEN

Le ultime lettere introdotte sono quelle meno usate, meno comuni nell’alfabeto italiano, e ormai J aveva capito il meccanismo. Mi sono cosi sentita di presentare piu’ di una lettera per ogni lezione.
La Q e la H, quaglie e hotel, da mio libero adattamento di “Gentaglia” (Grimm), dove io racconto di due quaglie che si riposano poi in un hotel, e non la versione originale dove si racconta di gallo e gallina che alla fine vanno in osteria.

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Libero adattamento di “Gentaglia”.  Adapted version of “Vagabonds”, Grimm. Chalckboard

La K e la W, koala e wallaby, da libero adattamento di  “Walkabout with Kim Koala”, (Margo Fallis)


Per finire con il racconto dei tre pastori che si presentano davanti alla stalla la notte della nascita di Gesu’ bambino, ognuno disegnato in una posizione che ricorda X Y e Z (tratta da Christopherus curriculum).

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Sto cercando di seguire il ritmo di J. Siamo partiti da introdurre una lettera e mezza a 5 lettere in una settimana. E questo solo perche’ sto seguendo il ritmo di J e ho potuto vedere come adesso sia molto piu’ a suo agio.
E’ veramente un’esperienza incredibile quella di poter vedere come lui stia cambiando, crescendo, imparando, diventando piu’ fiducioso e interessato.
Devo confessare che e’ molto impegnativo da parte mia. Ma al tempo stesso una soddisfazione incredibile, e un privilegio.

La mia speranza e il mio obiettivo e’ che la curiosita’ e la sete di conoscenza lo accompagnino (anzi li accompagni, tutti e tre) per tutta la loro esistenza.

Un abbraccio e buona vita

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It took us 4 weeks to finish the second letter block, during which we have introduced all the remaining letters. Vowels included.

After the first math block, the whole schooling experience has greatly improved. I do not have to face too strong opposition and generally the day flows smoothly.
Of course when we have guests for a day or two, the excitement is too high for sitting in the classroom. Or if there is an interesting activity happening on the farm, busy bee J wants to join. In those situation I try not to push too much and we do a minimum of lesson and we will cover the rest another day.

Even with the two little busy bees C and N, things are going better. As they see the willingness of big brother, they just follow in a positive way. And I am also more relaxed with letting them come in and go out of the classroom, as I do not worry so much that the noise, the extra movement will disrupt a weak balance in J school day.

Nevertheless, for me it is very important that, especially C, (because N is still too small to be bothered) is not too much exposed to academic work too soon. I do not want her to wake to the world too early. I am trying to let her and the little sister live in their world of dream and wonder, as it should be for their age, with the only “duty” of free playing. This is the reason why I tried to keep them out of the classroom as much as possible. And of course also because some of the stories I tell J are not for C and N age/ears. Nowadays I let them join more frequently. And when she is with us, C’s ears are big and open like antennas, sitting at the table, her gaze lost in a faraway land only she can see. At the same time, N keep on coming and going bringing havoc wherever she goes.

The more I let go, the easier it becomes. The less I fight, the more things go as they should.
I have been aware of this concept for many years, tried and felt on my own skin more than once, nevertheless not easy to apply to my daily life. At all.
First of all I fight, battle and struggle. Then I get to a competency and awareness, a tipping point, after which I can start to let go. And everything works much better. But I still can not see that tipping point happening if I do not first get to that level of competency and awareness. At least not for me 🙂

Going back to the block. This time I decided to continue using the container story that we used during the math block.
Every morning, prince Giovanni would go to the oak on top of the hill, where he would meet with Tartarugona (Big Turtle) and the other two friends Leprottina (Little Hare) and Volpettina (Little Fox). And every day, taking inspiration from a happening, or the scenery, Tartarugona would tell a story.
As it happened that cold morning, when Giovanni put on hat and boots. But as the day progresses it gets warmer, Giovanni takes both boots and hat off, and while the friends are sitting on the grass, a little kitten starts playing with them. It hides under the hat, and gets into the boots, and Tartarugona comments “It looks exactly as the puss  in boots . Do you know the story Giovanni?”
(Cat in Italian is Gatto, letter G)
Or that time when Giovanni lying on the grass sees a caterpillar going up the oak, and a few days later Tartarugona tells him the adventures of that same caterpillar, and how at the end he went into a cocoon to come out as a butterfly. Or “The very hungry caterpillar”, E. Carle.
(Caterpillar in Italian is Bruco, letter B)

Or other times, observing the surroundings, at this side or that of the forest.
The faraway castle where is hidden the “Water of life”, Grimm.
The prince meets a dwarf or Nano in Italian, letter N)

Or there, at the seaside a fisherman is trying to catch a fish. This time Tartarugona tells how she saw the fisherman little shack transformed in a bigger and bigger castle. But this time she doesn’t know what has happened, and it will be Giovanni’s mother to tell him what people says about “The fisherman and his wife”, Grimm
(Fish in Italian is Pesce, letter P)

Then we listened to Tartarugona telling the story of King Thrush beard (Grimm). This is actually the only original Grimm’s story that I can vaguely remember from my own childhood. I have no idea who told it to me. When or where, but I do remember the drunk soldier breaking all her plates on the square market. And I do remember feeling very sorry for the proud princess.
(King in Italian is Re, letter R)

And another time she told a very interesting Slovak story: “Longshanks, Girth and Keen”. J almost could not handle the tension. As usual….  But at the end he loved it. And me too.
(I translated Longsheen in Lungostinco, letter L).
 
The last few letters are those less common in Italian, and considering that J understand by now how sequence works, I felt confident on introducing more letters per day.
I adapted “The vagabonds”, (Grimm) not hen and cock, but two quails, resting in a hotel (letters Q and H)

I also adapted a story found on the Internet, “Walkabout with Kim Koala”, (Margo Fallis) for the letters K (koala) and W (wallaby).

Last story has been about the shepherds that welcomed baby Jesus. They are portrayed in a position that recalls X Y and Z. (from Christopherus curriculum)

I am trying to follow J lead as much as possible. We started introducing one letter and a half to 5 letters in a week. And that could be possible because I am trying to follow is rhythm, and I could see that he is much more relaxed than before.
It is an incredible for me to witness how he is developing, growing, becoming more confident and interested.
I must confess it requires a great commitment from my side. But at the same time  it is an incredible satisfaction, and a privilege.

My hope and my goal is that curiosity and desire learn will accompany him (well, actually all three of them, obviously) for their life.

Un abbraccio e buona vita

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4 pensieri su “Concluso il secondo periodo delle lettere. We have finished the second letters block

  1. Beh cara cuginetta, mi sembra davvero un’avventura incredibile e complessa. Da un lato ti ammiro per la fantasia, la pazienza e dedizione, dall’altro, un po perplessa per la grande responsabilità che ti stai prendendo .
    Come fai a scindere i ruoli, già uno ( quello di mamma)è complicato, se ci mettiamo poi pure quello da maestra la vedo davvero dura. Il metodo poi non mi sembra dei più semplici, anche se ammetto molto originale e naturale, studiare così con tutte le favole mi sembra, imparare in modo indiretto, sicuramente meno stressante. Ape operosa Chiara, sei grande, e spero altrettanto felice! Buona vita!

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    • Ciao bella, che piacere incontrarti qui.
      E’ vero, ci vuole molto lavoro e dedizione, ma le soddisfazioni sono tante.
      Penso che la responsabilita’ maggiore sia quella di essere genitore. E ogni genitore e’ in fondo il primo e fondamentale insegnante/maestro dei proprio figli. Nel bene e nel male, i genitori segnano indelebilmente i propri bambini. Mettendoli al mondo sento che sia mia responsabilita’aiutarli a crescere come esseri umani equilibrati e soddisfatti. Senza dimenticare che per me e’ fondamentale che possano essere bambini il piu’ a lungo possibile, lontani dalla competitivita’ esagerata di questi nostri tempi. E la pedagogia steineriana mi sta fornendo gli strumenti per farlo.
      Per ora va bene cosi, per tutti, poi vediamo cosa succedera’ col tempo. Si puo’ sempre cambiare, se necessario. E poi sai quante cose interessanti sto imparando? Non solo diversi modi di presentare matematica e letto/scrittura, e tutte le favole del mondo (!), ma anche tantissimo su me stessa e la mia relazione con i bambini.
      Quindi i momenti di felicita’ sono piccoli piccoli, ma sto cercando di imparare a riconoscerli e assaporarli per quello che sono.
      Ti abbraccio forte, e spero ti riesca di venire a trovarci, un giorno 🙂

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  2. Finalmente sono riuscita a leggere la risposta!! hai proprio ragione, il mestiere più difficile è fare il genitore, poi farlo bene….. cmq la tua filosofia non fa una piega, è vero non sono loro che ci hanno chiesto di essere messi al mondo, perciò la nostra scelta (giusta o sbagliata che sia) è quella di renderli il più possibile felici. I segni rimangono eccome!!noi ne abbiamo di esempi…..e che fatica cercare di elaborarli, superarli, separarci e farne anche tesoro perché non si ripetano, anche inconsapevolmente. Certo hai ragione, i bambini oggi perdono gran parte della loro infanzia e i risultati posso assicurartelo si vedono. Il mio lavoro, mi fa spesso riflettere su questo e combatto contro i mulini a vento, cercando di far capire ai genitori che non serve accelerare i tempi, che l’infanzia dovrebbe essere il periodo più spensierato e leggero. Invece vedo dei bambini già adulti e pieni di stress, una tristezza infinita. Brava ciccina sono pienamente d’accordo col tuo pensiero, continuerò a leggere la storia delle api operose, ti abbraccio forte. Buona vita!

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