Bentornati a casa

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Certo, sempre casa dolce casa. Ma stavolta non e’ andata proprio liscia. Insomma sono tornata a casa con il malumore. E il torcicollo. Che le due cose si siano influenzate a vicenda? Piu’ ho il collo bloccato e piu’ mi viene il malumore? sicuro. Piu’ sono di malumore e piu’ mi aumenta il mal di collo? mmmm, forse.

Non lo so. Credo che talvolta essere qui abbarbicata sulle montagne, per quanto bello, mi faccia sentire un po’ sola. Un po. Magari questo e’ un eufemismo 🙂 E se non sono proprio di ottimo umore, insomma le cose precipitano. Come quando siamo tornati dalle vacanze italiane nel luglio scorso. In una casa fredda gelida, 8 gradi dentro casa per quasi due settimane, valigie e il loro contenuto esploso in tutte le stanze, nessun tipo di aiuto domestico. Ancora un po e mi ricoveravano alla neuro.  Ecco si, adesso era una cosa simile, piu’ in piccolo. Prima di tutto perche’ non c’e’ proprio freddo, ancora. Da ritirare pero’ ne avevo tanto. Ricordi la mia solita spesa per circa 4 settimane? Ecco. Poi ape operosa papa’ e’ tornato con due valigie, anche se non super piene, di prodotti, libri e cose varie. Che bello, sembra sempre un po’ Natale. (Grazie A che sei disposto a fare sempre il commesso viaggiatore). Peccato che poi debba far sparire tutto dentro pochi armadi ormai gia’ zeppi.


E con il collo bloccato e dolente, dopo due giorni non avevo ancora finito di riordinare. Pensa la mia gioia quando ho detto a A: “Insomma, stavolta non riesco proprio a cavarne piedi” e lui mi ha risposto “E si, in effetti l’altra volta in due giorni avevi gia’ finito, con anche piu’ cose da sistemare”. Proprio in brodo di giuggiole. Di giuggiole velenose!

Avevo tutta intenzione di ricominciare subito con la scuola, e invece questa ultima letterina ci resta ancora sul groppone, non ho la forza di volonta’ di finire. Ne’ lo spazio fisico di dove fare lezione, in realta’. E allora qualche giorno di unschooling.

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Altra nota dolente sul mio “orto”. Avevo pensato di far crescere il basilico in un a bella lattina di pelati da 2,5 kg, e tenerla dentro casa, a portata di mano e lontano da pecore cavalli e tutta l’arca di Noe’. Ma non potevo lasciarla dentro casa per 10 giorni senza acqua. Quindi portata fuori che cosi magari piove. E invece questo e’ il risultato, visto che pioggia non ce ne’e stata, ma sole si e anche molto.

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Se non altro due piantine spontanee (nel senso di non essere state piantate da me) mi hanno dato una manciata di pomodori. Per fortuna, visto che stavolta mi sono dimenticata di comprarli, i pomodori. Mannaggia.

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Anche se ogni tanto ape operosa N mi chiede “Andiamo adesso al mare, mamma?”, loro sono comunque strafelici di essere a casa. E meno male, perche’ gran parte della motivazione di essere qui viene anche dalla speranza di dargli un’infanzia speciale.

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Un abbraccio e buona vita

 

Welcome home

Home sweet home, as usual. But this time it didn’t go so smoothly. Actually I came home in a bad mood. And with a very sore and stiff neck. I am wondering if the two things might be linked. The stiffer and sorer the neck, the worse the mood. For certain. The worse the mood the stiffer the neck? Mmm, maybe.

I do not know. Sometimes I think that living here, perched on these beautiful mountains, makes me feel a little lonely. Slightly. Well maybe slightly is an euphemism 🙂 And if I am not in a good mood, everything becomes very difficult. Exactly as it has happened last year, when we came back from our Italian holidays. Back to a cold, freezing house, 8 degrees inside, during almost 2 weeks, suitcases and their content exploded all over the house, no domestic help whatsoever. I have been close to a nervous breakdown. Yes, something like that, but in a much smaller scale. Maybe because it is not cold. Yet. Mess all over the place. Do you remember my 4 weeks’ worth of shopping? Exactly that. And busy bee dad came back with two suitcases, not completely full this time, but still lots of books, toys and various products. Wonderful. It always feels a little like Christmas. (Thanks A for doing the transport every time). Unfortunately, I have to struggle to fit everything in already overfilled cupboards.

With my sore and stiff neck, 2 days after our arrival, I was still busy cleaning up. So you can imagine how happy I was when I told A: “I cannot believe I am not finished yet” and he replied “Yeas, really. Last time you were done in 2 days with more stuff”.  I really went over the moon. A very dark moon!

It was my intention to immediately start with lessons, but this last letter of the block is still there waiting, as I do not have the strength to face it. Nor do I have the physical space where to do the lesson, for that matter. Therefore we go on with a few days of unschooling

Another sad episode on my vegetable garden saga. I decided to plant few basil seeds in a peeled tomatoes tin, and keep it inside, close for use and far from sheep, horses and the whole of Noah’s ark. But as I did not have a way of watering it inside the house (I should have thought of the upside down bottle!), I took it outside, thinking it would rain enough. Sure enough it did not happen, and there has been a lot of very strong sunshine, with the following results (see pic above)

On the other hand, 2 wild tomato plants, wild in the sense that I did not plant them, gave me a handful of fruits. So that I could have them in a salad, as I forgot to buy tomatoes. Incredibly but true.

And, even if busy bee N asks from time to time: “Are we going now to the sea, mamma?”, all the little bees are very happy to be home. Which makes me very pleased, because one of the main reasons for us to be here, is exactly to give them a special childhood.

 

Un abbraccio e buona vita

 

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