Hai un po di tempo?

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Avevo iniziato questo blog con l’intenzione specifica di testimoniare, passo a passo, la nostra esperienza scolastica. E a oggi mi sono appena accorta che e’ da una settimana che non racconto nulla di come stiano andando le lezioni. Mi sono persa nella vita quotidiana.

Ricapitolando in breve. Dopo due settimane di disegno di forme, abbiamo iniziato la fase delle lettere. La prima settimana, solo la lettera “M”, la seconda settimana la lettera ‘V’ e poi la lettera “T”.

Siamo quindi riusciti a introdurre due lettere in una settimana, anche se abbiamo dovuto fare una lezioncina anche sabato mattina, per poterci riuscire. Per introdurre la lettera “T” ho raccontato “Raperonzolo”, con il disegno della ragazza chiusa nella sua “T”orre. Ho usato la solita sequenza: disegno alla lavagna, favola, disegno con i mattoncini di cera, rappresentazione grafica della lettera e alliterazioni. CI dovrebbe essere anche la fase della ricapitolazione, che dovrebbe fare ape operose J, ma fino a questo punto si e’ totalmente  rifiutato. Neanche una parola.

Raperonzolo.png

Per spiegare o giustificare il passaggio dal disegno dell’oggetto al segno grafico, uso sempre il solito stratagemma: il protagonista per raccontare le sue avventure, fa un disegno. Col passare degli anni diventando piu’ anziano, i disegni diventano sempre meno elaborati, finche’ divenuto molto anziano, raccontando l’avventura ai pronipoti, e’ in grado solo di disegnare….”la lettera”.

Come ho gia’ detto altre volte, attingo da molte fonti. La maggior parte suggerisce di far esercitare il bambino facendo riempire una paginetta con le lettere, e poi far copiare una o due frasi. Un seminario che ho seguito online invece sconsigliava questa abitudine.  Perche’la  considera  solo come una ripetizione meccanica. Invece le lettere devono essere interiorizzate dal bambino.  Infatti, il signor Schwartz sostiene che a guardare bene, piu’ si ripetono le lettere, e peggiore diventa il risultato. Bene, io ho seguito questo consiglio solo durante le prime due settimane. E poi ho ceduto alla mia necessita’ di far fare qualcosa di piu’. Cosi’ gli ho fatto fare una paginetta di M e una di V, ma non ne sono soddisfatta. Mi piacerebbe essere piu’ coraggiosa e fregarmene del mio senso di inadeguatezza. Non so se cambiero’, o se invece gia’ dalla prossima settimana iniziero’ anche a fargli scrivere una frasetta.

Questa settimana, abbiamo poi presentato la lettera D, raccontando la storia “I quattro fratelli ingegnosi”. Stavolta l’uso degli omini lego e di due marionette ha sortito l’effetto desiderato, e J ha detto un paio di paroline. Per il resto, be’, se non altro posso vedere dai suoi occhi ed espressione del viso come segua mentalmente il racconto.

A seguire la lettera C, con la storia de “I sei cigni”. Devo confessare che il collo sinuoso dei cigni richiama sicuramente meglio la versione inglese di ‘swan’ (S), tanto che il mio cigno protagonista e’ girato a guardarsi la coda… forse non molto elegante!

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E infine oggi ho raccontato la storia di “Jack e il fagiolo magico”, che in italiano dovrebbe essere “Giacomino”. Credo che introdurro’ le lettere ‘straniere’ in maniera un po’ piu’ veloce rispetto alle altre, ma questa qui, la “J” essendo la sua iniziale ho deciso di presentarla come abbiamo fatto sino ad ora. E quindi niente Giacomino. Probabilmente faremo lezione anche domani, in modo da aver studiato ben 3 lettere in una settimana.

Mi sto mettendo da sola sotto pressione. Mi sta venendo l’ansia da prestazione. Ho paura che impieghiamo  troppo tempo con l’alfabeto, eppure so benissimo che non e’ cosi. Insomma, non e’ che lo sto abbandonando e non stiamo facendo niente in tutto il giorno. Ma talvolta mi viene da pensare che a questo ritmo ci vorranno una decina di settimane per fare tutto l’alfabeto… e l’altra me stessa, quella che abita nella mia testa, risponde “E allora? Anche se cosi’ fosse?”. Hai ragione altra me stessa, d’altra parte, se vedo quanto e’ stanco dopo le lezioni,  un motivo ci sara’.

Questo mi porta a fare qualche riflessione.

Le favole dei fratelli Grimm. Oltre ad avere un significato piu’ profondo, oltre a presentare archetipi, per le mie apine svolgono anche un’altra funzione. Le mie apine sono, sotto certi aspetti, molto protetti. Vivono la vita in modo molto naturale, che non vuol dire rose e fiori, ma senza essere veramente esposti alla cattiveria umana. Vedono il ricco e il poverissimo. Vedono il ciclo della vita dal suo inizio alla sua fine. Ma non sono esposti ne’ a violenza ne’ a cattiveria gratuita. Che per la loro eta’ e’ un bene, per il momento va bene pensare che il mondo sia un bel posto.  Quando saranno piu’ grandi penso avranno maggiori strumenti per affrontare queste cose che sono comunque, e purtoppo, parte della vita. Ma in un certo modo, attraverso le fiabe, c’e’ una prima esposizione al male e alla cattiveria. In un modo che li tocca nel profondo, ma che non li terrorizza o anestetizza.

E’ per me molto interessante che dopo la presentazione di una lettera, questo non significhi che la lettera sia stata imparata. Nonostante, tutti I passi che facciamo, ancora a oggi, J ha difficolta’ ad associare il suono al segno grafico. E io non credevo fosse cosi. Sembra proprio che sia una cosa difficile da fare veramente propria. Per aiutarlo mi sono inventata dei giochi. Uno e’ cosi: gli faccio disegnare due lettere per terra con il nastro adesivo, e poi pronuncio il suono della lettera e lui deve saltarci sopra. Gradualmente aumenteremo il numero delle lettere.

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Parte dei loro studi dovrebbe esserci anche lavoretti manuali, come modellare e lavorare a maglia. Purtroppo non abbiamo fatto ancora granche’. Ma mi sono giustificata dicendo che

  1. Fanno ore e ore di lavoro manuale fuori casa
  2. E’ ancora estate ed e’ molto piu’ piacevole giocare o realizzare un progetto all’esterno che non stare seduti dentro casa a lavorare a maglia. Sono assolutamente consapevole che modellare o lavorare a maglia svolgono un altro ruolo, soprattutto sullo sviluppo delle attivita’ manuali (e non solo), rispetto a zappare, e sono aspetti molto importanti neel’educazione e sviluppo dei bambini. Ma magari lo rimandiamo ai giorni freddi e piovosi 🙂
  3. Per quanto riguarda il concetto di iniziare un lavoro e portarlo avanti sino alla fine, ape operose papa’ ci ha offerto una possibilita’. J ha iniziato a collaborare con una piccolo piantagione di te’. Hanno preparato il terreno e adesso stanno tracciando le fila. Prossimo passo sara’ trapiantare le piantine.

In conclusione, questa settimana nella scuola non ci sono stati molti intoppi. E devo anche ammettere, che se mi riesce di andare a letto prima dell’una di notte, be’ il mio umore non e’ cosi’ terribile. E questo sicuramente e’ di grande aiuto per il tranquillo scorrimento della giornata 🙂

Un abbraccio e buona vita

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Today’s project

Do you have a moment?

This blog had been started with the specific idea of keeping track of our homeschooling experience. And I have just realized it is already a week that I haven’t posted anything about our lessons

Summarizing: After 2 weeks of form drawing, we have started the main lesson block on “letters”. In the first week, we only introduced the “M”, in the second week we did “V” and “T”.

Quite an increase, 50% more, even if we had to have a short lesson on Saturday to make it. For the “T”, we have used the story of “Rapunzel” , and the drawing was about the girl at the window of the “T”ower. I have used the usual sequence: chalkboard drawing, fairy tale, drawing with block crayons, graphic representation of the letter and alliterations. There should also be a recapitulation, retelling done by him, but until this point he bluntly refused to say a single word.

To explain the step from the drawing to the letter, I always use the same story. The protagonist tells the story of his/her adventures by drawing a picture. As time goes by, s/he gets older and the drawings get less elaborated. Till s/he is very very old, and while s/he tells the story to the grandchildren of his/her grandchildren, s/he can manage only to write the …”letter”.

I am sure I have already mentioned I have a lot of sources for my lessons. Maybe too many. Most of them suggest letting the child write the letter many times, and then let her/him copy a short sentence from the blackboard. But the main speaker of an online seminar I have been following disagrees strongly with this practice. In his opinion it is a mechanic repetition, that hinders the internalization of the letter. As a proof he mentions that if you let the child repeat the letter too many times, the result gets worse and does not improve at all. Well, I did follow his suggestion, but only for the first 2 weeks. Afterwards I listened to my need of producing something more. I then let him write a small page of “M”s and “V”s, but I am not certain it is the right thing. I would like to be braver and not listen to my own incertitude. I have not decided if I will change that, or if from next week I will let him write a full sentence…

This week we worked on letter “D”, using the story “The four clever brothers”. This time, introducing the Lego little men and a few puppets  helped him to say a few words. But I do know he remembers the story very well. It will take him a little longer to bring it out.

Then we had the letter “C”, with the story “The six swans”, in Italian swan=cigno. I must say the curvy neck of the swan fits the English “S” better than the Italian “C”. Therefore my swan looking at his back doesn’t look very elegant…

Finally, today, I have told him the story of “Jack and the beanstalk”. I kept the name “Jack” and did not translate it to the Italian “Giacomino”, because I want to introduce the letter “J”. Let me explain that in Italian the letters “J K W X Y” are called foreigners. We do have a few words staring with each of them, but they are usually from another language. At the moment my intention is to introduce this letters very briefly, but not the “J”, because it is his initial. And maybe I will do it in the usual way for the others too. Luckily I still have some time to decide.

We might need to have a short lesson tomorrow too, as to finish the letter J and presenting 3 letters in a week. I am putting myself under a lot of pressure. I am having performance anxiety, and want to get to 4 letters a week. It feels that I am taking too long to introduce the alphabet ( and I know you might be thinking the same). But it is not actually so. I mean, I am not abandoning him to his own devices. Nevertheless, the idea that we might take more or less 10 week to go through the whole alphabet makes me feel pretty bad. But the other myself inside my head replies: ”And so what?” Well, you are right mini me. After all, there must be a reason why J is so tired after our lessons.

That brings me to a few interesting points.

Grimm’s fairy tales.  They do have a profound meaning, presenting archetypal figures, and nourishing the internal life of the child. But for my busy bees, they accomplish another task as well. My little bees are very protected from a few things. I do not think they live in a pink bubble, as they see richness and deep poverty; they see the cycle of life from its beginning to its end. But they are not really exposed to human violence and wickedness. Which I think is the best way to grow up, for now it is right to think the world as a beautiful place. As they grow older, they will have the tools to face the nasty side of life. But in a certain way, fairy tales expose them to evil and malice, in a way that touches them profoundly, without terrifying  nor anesthetizing them (meaning they are not getting use to that)

Before we started school, I thought that the introduction of the letter would have been enough for the  child to learn it. But, even if with all the steps we make, J doesn’t easily associate the sound with the graphic sign of it. I did not expect that. To help him, we have a little game. He writes 2 letters on the floor with tape, I then say the sound and he has to jump on the correspondent letter. We will slowly augment the number of the letters.

As part of their curriculum we should be doing some handwork (when I said that to busy bee dad, he started laughing….considering what they are busy with, all day long). But I am talking about modeling and knitting… so far we haven’t done much. But I did justify myself with the following

  1. They work manually outside for hours on end
  2. It is still summer here, and it is much nicer to play or realize a project outside, and not sit inside knitting. I am totally aware of the importance of knitting and modeling in child’s education and development, and not only for the fine motor skills development. I am just saying we will keep it for cold and rainy days 🙂
  3. As per the idea of starting a project and complete it, busy bee dad offered an option. J has been involved in setting up a small tea plantation. From preparing the ground  to marking the rows. Next step would be to transplant the seedlings.

In conclusion, this week, we did have a few hiccups along the school journey, but nothing major. And if I could get in bed before 1 o’clock at night, I am not so badly short tempered. Obviously.  And that would really help 🙂

Un abbraccio e buona vita

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4 pensieri su “Hai un po di tempo?

  1. Mamma ape, quanta carne al fuoco… ti ho letto d’un fiato! Intanto mi piace questo tuo sguardo riflessivo su J che impara, sulle difficoltà che incontra e soprattutto sulla consapevolezza che hai preso sul fatto che associare suono-segno non è per nulla facile! Lo capissero tutti i miei genitori che hanno (trasmettono) l’ ansia del “non saper leggere ” ai loro figli. Ci vuole tempo, pazienza e costanza poi un bel giorno scatta una scintilla che recupera in un attimo tutto il lavoro fatto ed ha imparato a leggere e scrivere. Buon lavoro Chiara e ascolta sempre l’altra te, che istintivamente sa che deve aspettare i tempi di J. Un bacio e buonissimo lavoro Luis

    Ps. Una paginetta di letterine non ha mai fatto male a nessuno 😜 è anch’essa una forma di ripetizione, consolidamento del segno

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    • Cara Luis, grazie per le riflessioni e i consigli. Proprio ieri sera, parlavo con A, e anche lui mi diceva di come proprio grazie al mio post si sia ricordato del tempo che aveva impiegato anche lui per imparare a scrivere. Io non ne ho proprio memoria. Ricordo solo paginette di A. Cerco di non aver fretta. Infatti alla fine la “J” non l’abiamo finita. Ci tocchera’ domani… E d’altra parte, sta anche imparando a disegnare con i mattoncini, anche quella e’ un’abilita’ in piu’, che richiede tempo.
      Un abbraccio

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      • L’attività grafico-pittorica è un’espressione linguistica dell’uomo e J sta facendo un cammino incredibile, come tutti i bambini, in quella che è la sua capacità rappresentativa. Un bel cammino, è molto bravo! 😘 Ti mando su WhatsApp la foto della copertina di un libro. Baci Luis

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