Triste-Felice

IT/EN

Ormai era un mese, si, proprio nel senso di 30 giorni circa, che non andavamo a fare la spesa.

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Triste/Sad

Le nostre provviste erano ridotte all’osso. Be’, diciamo che avremmo potuto campare di sola carne ancora per sei mesi, grazie ai nostri freezer strabordanti ma tutto il resto era veramente quasi finito. E quest’anno non posso neanche attingere al mio orto. Che non c’e’. Per ora… Per fortuna, compriamo il latte da Sheila, nel paese vicino (20 minuti), e le uova da Cornel (le ritira il marito di una mia amica, amica che poi me le porta il martedi’ alla lezione di nuoto. Che organizzazione, eh? non sono certo uova a chilometro zero, anche se le galline che le producono abitano a circa 10 km in linea d’aria…)

Siamo i campioni dell’associare le cose. Cerchiamo sempre di fare il piu’ possibile in un colpo solo. Maestri del prendere 10 piccioni con una fava. Non sempre ci riusciamo, ma l’intenzione e’ sempre quella di provare. E cosi rimandiamo, rimandiamo e rimandiamo finche’ non abbiamo una lista di cose da fare in citta’ lunga come un papiro. Con uno stress che non ti dico, anche perche’ il tutto viene fatto in compagnia di 3 apine attive e vivaci. Immagini, scendere dalla macchina, entrare in un negozio, aspettare, risalire in macchina, allacciare tutti le cinture, ripartire fino alla prossima tappa. Questo per le commissioni di ape operosa papa’. Per la famiglia invece, ci vuole molto piu’ tempo, e carrelli carichi, immensi, pesanti e bambini dentro il carrello, fuori dal carrello, appesi al carrello.

Quindi, ieri siamo finalmente andati a George, la citta’ piu’ grande delle vicinanze. Di solito, impieghiamo 1 ora e 40 minuti ad andare.

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Ecco la lista delle cose fatte.

  • Consegnato cucina al tecnico (dita delle mani e dei piedi che potesse ripararla in giornata)
  • Circa 4 o 5 negozi per cose della fattoria
  • Fotocopisteria. Avrei tanto voluto stampare a colori un’agenda per la scuola, comprata in formato digitale su internet. Purtoppo mi sarebbe costata circa 50 euro, l’equivalente di  piu’ di meta’ pecora. (metro di misura un po particolare, ma mette i costi in prospettiva. Noi riusciamo a vendere una pecora per circa R1200, circa 80 Euro). Ho deciso di accontentarmi della prima pagina a colori, il resto me lo stampo a casa in bianco e nero. Triste io.
  • Ingrosso di alimentari e articoli per la ristorazione (c’e’ presto un compleanno in arrivo, e mi e’ stata richiesta una torta “razzo spaziale”, speriamo bene).
  • Ingrosso alimentari generico (caramelle, cioccolati, bevande per la festa e non; vivande per il nostro unico lavorante e famiglia).
  • Negozio di fai da te, dove abbiamo comprato tutto l’occorrente (speriamo), per l’ultimo tentativo di lavagna per la scuola.
  • Centro commerciale, tre tipi di supermercati, negozio di assistenza telefonica (il telefono di A e’ gravemente ammalato), negozio di articoli sportivi (regalo di compleanno).
  • Ritirata la cucina aggiustata!!!!! Ma il tecnico no c’era e abbiamo dovuto aspettare che rientrasse. Nel frattempo che aspettavamo, pizza! Non troppo male, ma non ha raggiunto le nostre aspettative, che sono molto alte, soprattutto quelle di A, che ci si creda o no.

Il tutto, in citta’, quindi con spostamenti in macchina, traffico (poco per fortuna), parcheggi (facili anche quelli, per doppia fortuna), ma comunque ci sono i tempi di spostamento, ecco.

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Siamo finalmente riusciti a partire verso le 20.00. E la ciliegina sulla torta? I fari della macchina non funzionavano. Quindi tutto il tragitto, con gli abbaglianti accesi, o le luci di posizione se avevamo una macchina davanti troppo vicina, o le quattro frecce accese. Degli incoscienti? Forse. Ma cosa altro avremmo potuto fare? Ormai, quando ce ne siamo accorti eravamo gia’ partiti da mezz’ora. Autofficine lungo la strada non ce ne sono, non un solo posto dove potessimo fermarci per risolvere il problema. Questa e’ una delle cose che ho imparato. Quando sei in Africa (perche’ in Africa siamo, anche se non nel paese piu’ isolato e meno sviluppato), devi imparare ad arrangiarti e avere mentalita’ creativa nella risoluzione dei problemi. Il risultato non sempre e’ all’altezza (soprattutto delle mie aspettative di cittadina europea), ma comunque o impari ad arrangiarti, ad inventarti una soluzione, o rimani con il problema fra le tue mani vita natural durante. Per fortuna A e’ molto creativo nella risoluzione dei problemi, e questo e’ di grande aiuto. Qui hanno anche un proverbio ” ‘n boer maak ‘n plan”, ovvero un fattore ha sempre un piano (mmm, forse non rende molto, suggerimenti?)

Gli occhi di A erano distrutti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Grazie al cielo abbiamo incontrato poche macchine. Quando abbiamo imboccato la strada sterrata, il sospiro di sollievo e’ stato chiaramente udibile. Ho comunque DOVUTO fare il bagno alle apine (le scarpe sono un optional), e poi a nanna ad un orario indecente: le 22.15! Il mio lavoro di organizzazione e’ durato fino all’una ieri notte e per gran parte della giornata odierna. Forse domani mi potro’ riposare.

 

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Felice/Happy

 

Un abbraccio e buona vita

 

 

We hadn’t been to the shops for a month.

Our food provisions were scarily low. Well, let’s say we could have survived eating only meat for at least 6 more months, thanks to our stuffed freezers, but all the fresh produce were gone. And this year I cannot harvest anything from my vegetable garden. It doesn’t exist anymore. Or not yet… Luckily we can buy our milk from Sheila, in the village (20 minutes), and we can get eggs from Cornel (my friend’s husband buys them for me, than my friend herself brings them to the swimming lesson. Quite an organization, don’t you think? Not really eggs at zero km, even if the hens who lays them, live less than 10 km away, as the crow flies.)

We try to combine everything. We try to stick as much as possible into one event. Nobody can beat us at killing 10 birds with one stone. We do not always succeed in getting all of the birds, but at least this is always the intention. So, we postpone, postpone and postpone, till the list of things to do is a meter long. With such a high stress level, I cannot tell you. Also because we do everything accompanied by 3 active and energetic busy bees. Can you imagine? Get out of the car, go into the shop, back in the car, seat belts on all of you, start again, till next stop. And that is the easy business of busy bee dad. Much more complicated when we have to buy for the house. More time consuming, overloaded heavy trolleys, and children in the trolley, children out of the trolley, children hanging onto the trolley.  

So, yesterday, we eventually went to George, the biggest town around here. Usually, it takes us 1 hour and 40 minutes, more or less, one way. Here the list of what we did.

  • Took the stove to the technician (fingers and toes crossed, hoping to get it back in the evening)
  • Four or five shops for farm related businesses
  • Printing shop. I would have loved to colour print the planner I have bought, but it would have costed me an incredible R800!, so I printed only the first page. (Sad.)
  • Food and catering wholesale (soon we have a birthday, and I have been requested to bake a space rocket, lets’ hope for the best)
  • Food wholesale (sweets, chocolates, soft drinks for party and more; groceries for our only worker and his family)
  • Hardware store, were we could buy everything (hopefully) for our last try at a blackboard.  
  • Shopping center. 3 different shops, cellphone assistance (A’s phone is very sick), sport shop (birthday gift).
  •  We got the stove back!!! But as the technician wasn’t home till late we had to wait for him, and while we waited…pizza! Not too bad, but not sooo good, especially not up to A’s high standards

All of that, in town, which means traveling by car, a bit of traffic (tiny bit), parking (very easy), but still, one has to consider also the time it takes to go from one place to the other.

We managed leaving around 20.00. Do you want to know the cherry on the cake? The lights of the car stopped working. We had to drive for almost an hour with only the brights or the parking lights on. Have we been irresponsible? Maybe. But, what else could have we done? When we noticed that, we were already 30 minutes away from town. No mechanics or petrol station along the road, or a place where we could have tried to have the problem fixed. This is one of the things I have learned. If one is in Africa ( and we are in Africa indeed, even if not the most isolated or less developed country in Africa), still you have to learn how to use your imagination and creativity to solve the problem yourself. Results are not always up to standards (especially to my standards of European city girl), nevertheless, or one learns to solve the problem or one will sit with that problem. Luckily A is very good at problem solving, and it makes my life easier. They also have a saying “ ’n boer maak ‘n plan”, a farmer makes a plan.

A’s eyes suffered a lot, but eventually we arrived home safely. Thank goodness we didn’t see many cars. As soon as we started on the dirt road, we started breathing normally again. Even if we arrived so late, I HAD TO bath the little bees, and quickly in bed at an impossible time: 22,15! I kept on packing things away until after one, and continued most of today. Hopefully, tomorrow I will be able to rest a little.

 

Un abbraccio e buona vita

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